BACK News 03.03.2020

Istruttori O Distruttori

Sento spesso amiche parlare di istruttori che impongono la loro visione, allenatori, pseudonutrizionisti, che ritengono che non possano esservi risultati soddisfacenti se non si riduce la quantità di cibo. Discorsi con persone che non avrebbero bisogno di ridurre in alcun modo l’apporto giornaliero di sostanze nutritive!

Mi capita di assistere  in gara a scene di istruttori che denigrano i loro allievi a seguito o durante una cattiva performance, dinanzi a platee di sconosciuti, noncuranti di screditare solo il loro operato, fino a quel momento, evidentemente di cattivo istruttore. Vedo istruttori di arti marziali che costringono ragazzine in fase disviluppo a mantenere il peso per essere più competitive ad una gara.

Tutti questi casi, a mio parere, sono rappresentativi della categoria dei distruttori.

I distruttori di quell’immagine di sé che l’allievo sta costruendo e che si basa su ciò che il suo modello, “l’istruttore” gli restituisce. Tali distruttori non fanno altro che creare un circuito di impotenza appresa, per cui l’allievo sarà sempre portato a sentirsi sbagliato rispetto al proprio operato, insicuro di rischiare e l’unica cosa che imparerà sarà la paura di sbagliare. 

Il distruttore condannando l’errore, non ne vede l’opportunità formativa. L’allievo intanto aspirerà ad un’immagine di sé ideale (costruita e imposta dall’istruttore), che laddove non corrisponde a quella reale genera forti disagi e frustrazioni. Nel caso in cui vi sia corrispondenza, l’allievo costruisce l’idea che per essere giusto e accettato deve rientrare in degli standard, altrimenti il rischio è divenire un outsider, ai margini di una categoria di peso e sociale.

La corporeità non è connotata di soli aspetti fisici, ma è un modo di stare al mondo, pertanto per un adolescente costruire un’idea di corpo sano e accettato è fondamentale per il suo benessere psicofisico. Istruire significa costruire, portar dentro l’altro una disciplina, un contenuto, un modello.  Un bravo istruttore deve riconoscere il suo ruolo e la responsabilità che esso comporta. Lavorare in ambito sportivo e agonistico implica necessariamente operare su quel limite tra la costruzione e la distruzione, in quello spazio fragile che influisce sull’identità della persona. Riconoscere e riconoscersi in questo ruolo è il primo passo per essere dei bravi istruttori. 

Articolo di Clarissa Sorrentino Ph.D.

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